di
certo
mia
non
è
la
colpa
volle
così
la
trascendenza
grave
sorte
il
corpo
di
un
pensiero
in
sé
già
folle
al
tetro
abisso
l'
intimo
distorte
malinconie
di
skurriri
nun
resta
inconcludenti
e
vivi
inutilmenti